poesie esistenziali

Né avo, né discendente… – poesia di Endre Ady

(Sem utódja, sem boldog õse – 1909)

Né avo, né discendente,
né parente o conoscente
sono di nessuno,
sono di nessuno.

Sono come tutti, maestoso,
Polo Nord, distante,freddo,
sono come un fuoco fatuo,
misterioso e lontano.

Ma ahimè non posso stare così
vorrei far sì,
che tutti mi vedano
che tutti mi vedano.

Così diventa un tormento:
vorrei essere amato,
appartenere a qualcuno,
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Prologo – poesia di Frigyes Karinthy

Non posso dirlo a nessuno,
lo racconterò quindi a tutti,
ho provato a sussurarlo
dalla bocca all’orecchio
di ognuno di voi il mistero,
sempre lo stesso,
che non si può conoscere
solo come singoli individui.
Il mistero, per cui tempo fa
nacqui in sangue e sporcizia,
la parola, il mistero, il miracolo
per trovare qualcuno
e sussurargli: diffondilo.

Non posso dirlo a nessuno,
lo racconterò Leggi tutto...

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Non basta ancora – poesia di Mihály Váci

(Még nem elég)

Non basta rabbrividire,
entusiasmar si deve,
non basta avere la fiamma,
si deve bruciare!
E non basta bruciare,
chi spada di lama frusciante
vuole diventare,
il gelo deve sopportare.

Non basta sognare,
ci vuole un sogno gigante,
non basta sentire,
si deve riconoscere,
e non basta presentire
che epoca viene,
il nostro futuro lo devi sapere!

Il traguardo non basta vedere,
la strada Leggi tutto...

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Leggero come il vento – poesia di Mihály Váci

(Szelíden, mint a szél)

Leggero, biondo, come il vento
mi sono alzato contro il mondo.
Girovago senza sosta, ma senza fretta,
alzo la polvere, brillo nel sole,
mi accarezzano tutte le foglie.

Leggero, biondo, come il vento
volo attraverso il bosco
mi ostacolano a centinaia:
alberi, rami, ma a loro non bado,
e superiore, volo oltre
dove mi attira il tempo e lo spazio.

Leggero, biondo, come il vento,
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Canto del viandante – poesia di Gyula Juhász

(Vándordal)

E’ nostro il pericolo,
è nostro il mondo.
E’ nostro l’uccello,
il fiore è nostro.
E’ nostra la strada,
nostra la taverna.
Puntiamo lo sguardo
in lontananza
sopra le stelle.

Voi avete la casa,
la famiglia,
avete la galera,
avete la reggia.
Avete la pace,
avete la guerra.
Ma noi andiamo
col canto sulle labbra,
all’infinito, nella lontananza.

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