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Forse sparirò d’improvviso – Talán eltűnök hirtelen

Forse sparirò d’improvviso

Forse sparirò d’improvviso,
come le impronte nel bosco.
Ho sperperato tutto ciò
di cui dovrei rendere conto.

Già il mio tenero corpo da bimbo
fu arso dal fumo corrosivo.
Tristezza mi sbrana la mente
se penso al mio destino.

Il desiderio vagante in terre lontane
mi ha azzannato ben presto.
Ora mi invadono rimpianti vibranti:
dovevo attendere ancora dieci anni.

Per sfida non ascoltavo
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Al mio compleanno – Születésnapomra – poesia di Attila József

Al mio compleanno

Compio trentadue anni,
questo componimento
è un regalo prezioso
con cui mi sorprendo,
seduto qui in un angolo del cafè.
Sono volati via trentadue anni
e non sono arrivato
mai ai duecento al mese,
é proprio così, patria mia!
Avrei potuto diventare
un insegnante
e non un poveraccio,
consumatore di penne,
ma non ho potuto Leggi tutto...

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Solo colui – Csak az olvassa – poesia di Attila Jozsef

Solo colui che …

Solo colui che mi ama e conosce
deve leggere le mie poesie
perchè egli naviga nell’ignoto
e come il veggente conosce il futuro
perchè nel suo sogno
si è personificato il silenzio
e nel suo cuore ogni tanto si trattiene
la tigre e il cervo docile.

Csak az olvassa…

Csak az olvassa versemet,
ki ismer engem és szeret,
mivel a semmiben hajóz
s hogy mi lesz, tudja, mint a jós,
mert álmaiban Leggi tutto...

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Mamma – poesia di Attila Jozsef

Mamma

(Mama, 1934)

Da una settimana penso solo alla mamma,
sempre di nuovo mi fermo a ricordarla.
Lei che saliva in soffitta,
con un cesto pesante in mano, lesta.

Io ero ancora un uomo sincero,
urlavo e scalpitavo
che lasciasse il bucato ad un altro,
che portasse me lassù, in alto.

Ma lei andava e stendeva
Non mi sgridava, non mi guardava,
E i panni lucidi, fruscianti
Spiccavano il volo in alto.

Non piangerei Leggi tutto...

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Mia madre – poesia di Attila Jozsef

Mia madre

(Anyám, – 1931)

Una domenica verso sera
ha preso con due mani la tazza,
sorrise e stava là, seduta
nel crepuscolo, tranquilla.

Dai signori portava a casa
in un pentolino la nostra cena;
siamo andati a letto, e pensai
che loro mangiano assai.

Era mia madre, piccola, morì presto,
perchè le lavandaie muoiono presto,
i loro piedi tremano dalla fatica,
e la stiratura fa male alla testa.

Per montagna Leggi tutto...

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