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Canto del viandante – poesia di Gyula Juhász

(Vándordal)

E’ nostro il pericolo,
è nostro il mondo.
E’ nostro l’uccello,
il fiore è nostro.
E’ nostra la strada,
nostra la taverna.
Puntiamo lo sguardo
in lontananza
sopra le stelle.

Voi avete la casa,
la famiglia,
avete la galera,
avete la reggia.
Avete la pace,
avete la guerra.
Ma noi andiamo
col canto sulle labbra,
all’infinito, nella lontananza.

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Non mi ricordo più – poesia di Gyula Juhász

(Milyen volt…, 1912)

Non mi ricordo più, quant’era bionda,
ma quando l’estate arriva
di spighe dorate ricca,
la sento di nuovo, la sua biondezza.

Non mi ricordo più,
I suoi occhi quant’erano blu,
ma in settembre, nell’azzurro dei cieli
mi pare di vederli.

Non mi ricordo più la sua voce di seta,
ma in primavera, quando il prato respira,
da una Pasqua come Leggi tutto...

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Verso Natale – poesia di Gyula Juhász

(Karácsony felé, 1902)

Mi si sveglia nel cuore
un bel paese di fate,
ora, in dicembre.
Guardo alla cometa dell’amore,
un incantesimo misterioso e bello
mi invade, ora in dicembre.
Giro il mondo col cuore
fiducioso, pieno di speranze.
Sigillo le ferite inferte
dalla vita crudele,
credo di nuovo nell’amore,
ora, in dicembre.
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E’ amore? – poesia di Gyula Juhász

(Szerelem?)

Non so che cosa sia, ma è tanto bello,
trasognare sulle tue parole,
come sulle nuvole accese dal tramonto,
si intravede il barlume delle stelle.

Non so che cosa sia, ma è dolce,
il tuo sguardo quando mi cerca,
come il raggio di sole che brilla,
nonostante fosse vicina la sera.

Non so che cosa sia, ma sento che
la vita è diventata di nuovo più bella,
le tue parole che mi Leggi tutto...

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